VIAGGIO NEL DNA DELLE ORGANIZZAZIONI

La vita artificiale(r)

 

 

 

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A Chris Langton si deve la nascita del settore della scienza che va sotto il nome di vita artificiale.

 La vita artificiale è stata una sua creatura, ne aveva inventato il nome ed aveva passato buona parte dei suoi anni di ricercatore a formularne il concetto.

 Fu attratto dalle teorie di Newman sugli automi autoriproducentisi e dall’automa cellulare sviluppato da Codd.

 Langton perfezionò sia gli algoritmi che i modelli inerenti gli automi cellulari ed arrivò a progettarne uno che, basato sulle regole di Codd, funzionava perfettamente.

 Era interessato a comprendere cosa portava certe strutture cellulari ad evolversi ed altre ad estinguesi. Langton fece sua l’ipotesi di Stephen Wolfram secondo cui gli automi cellulari hanno non solo una ricca struttura matematica ma anche profonde somiglianze con i sistemi dinamici non lineari.

 Secondo Wolfram tutte le regole degli automi cellulari rientrano in una di quelle che definì: le quattro classi di universalità.

o       Classe 1 — con qualsiasi configurazione di cellule vive o morte si fosse cominciato sarebbero morte tutte in due intervalli di tempo; per i sistemi dinamici tutti i sistemi confluivano verso un unico punto di attrazione;

o       Classe 2 —  una configurazione iniziale, che avesse distribuito cellule vive e morte a caso, dava origine ad un insieme di coalizioni statiche con al massimo qualche configurazione oscillante secondo un moto periodico; dal punto di vista dei sistemi dinamici tutti i sistemi confluivano verso più attrattori periodici;

o       Classe 3 —  non vi era niente di stabile e prevedibile, le strutture si rompevano quasi subito dopo essersi formate; per i sistemi dinamici gli attrattori erano altamente instabili ed identificavano lo stato di caos;

o       Classe 4 — non si determinavano né raggruppamenti né caos, il comportamento dei sistemi era in continua fluttuazione fra ordine e caos ed era molto simile alla vita; nei sistemi dinamici non vi era nulla di simile.

 L’unico sistema per individuare a quale classe appartenesse una determinata regola era di sperimentarla e di classificarla sulla base dell’esito della sperimentazione.

 Langton voleva capire cosa legasse le quattro classi di Wolfram e cominciò a creare dei modelli al computer rappresentativi delle stesse. Egli scoprì un algoritmo di base che legava il passaggio di una popolazione di automi dalle classi 1 e 2 alla 4 e successivamente alla 3.

 La sequenza nei sistemi dinamici poteva essere identificata come un moto di transizione dall’ordine, verso uno stato complesso (la complessità) fino a pervenire ad uno stato di massimo disordine (Caos).

 Per Langton si fece strada la teoria secondo cui i sistemi complessi, quali gli automi cellulari, vivono ai margini del caos o meglio in costante equilibrio fra l’ordine ed il caos.

Certo se ci riferiamo alla storia, questa è sempre stata caratterizzata da una continua fluttuazione fra momenti di ordine e di disordine (dittatura-democrazia-anarchia) o all’economia dove, giorno per giorno, si alternano risultati positivi e negativi fino a giungere a dei veri e propri momenti di euforia e di disperazione, o ancora alle Organizzazioni dove momenti di routine, nei quali sembra che la burocrazia sia l’unica intelligenza che regola il funzionamento delle stesse, sono improvvisamente sostituiti da momenti di rivoluzione anche traumatici quali le ristrutturazioni, che possono portare alla decomposizione delle stesse o al raggiungimento di un nuovo ordine. In quest’ultimo contesto gli uomini che fanno organizzazione sono in continua lotta fra l’ordine ed il caos. I modelli, che questi progettano, se sono troppo rigidi (eccesso d’ordine) rischiano di ingessare l’Organizzazione, se sono privi di regole possono portare al caos e quindi alla perdita del controllo della stessa.

 Secondo Langton gli automi cellulari di von Newmann non potevano essere costruiti con le regole delle classi 1 e 2 in quanto troppo statiche nè con quelle della classe 3 in quanto i segnali sarebbero stati sopraffatti dal rumore di fondo e qualsiasi struttura sarebbe collassata, ma con quelle di classe 4, che consentivano abbastanza stabilità per memorizzare informazioni nonché fluidità per trasmettere e ricevere informazioni.

 Per Langton vita, complessità e computazione erano strettamente correlate e potevano nascere solo in presenza di regole di classe 4: la vita e l’intelligenza possono manifestarsi solo ai margini del caos.

  

 Egli riteneva che la vita fosse eternamente impegnata nel tentativo di mantenere il suo equilibrio al margine del caos, sempre con il rischio di cadere in un eccesso d’ordine o di caos e che l’evoluzione fosse solo un processo di apprendimento, da parte della vita stessa, per assumere il controllo di un numero sempre maggiore di parametri, in modo d’avere una probabilità sempre più alta di mantenere tale equilibrio (fig 13).

 

 

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