VIAGGIO NEL DNA DELLE ORGANIZZAZIONI

Cellule ed organizzazioni(r)

 

 

 

Home Su Successiva

 

 

Le Organizzazioni si comportano come degli Organismi viventi, ogni parte di esse può essere paragonata ad una cellula del nostro corpo che conosce bene i propri compiti e che è in grado di progettare il lavoro da fare senza la necessità della presenza di un supervisore. 

Da tale confronto emerge la possibilità di individuare, all’interno dell’Organizzazione, gli elementi chiave paragonabili alle cellule presenti in tutti gli organismi viventi.

Sfruttando le nozioni fornite dalla Genetica, ossia dalla scienza che si occupa dello studio della variabilità biologica dell’uomo e, in generale, di qualsiasi organismo vivente, potrebbe essere logico pensare che anche all’interno delle Organizzazioni sia possibile individuare le cosiddette cellule staminali totipotenti (cellule a partire dalle quali ha origine qualsiasi popolazione cellulare degli organismi viventi) e che darebbero vita a qualsiasi tipo di entità organizzativa.

Partendo dalle analogie con la Genetica è stato possibile descrivere il comportamento dell’Organizzazione vista come un insieme di cellule alla stregua degli organismi viventi, specializzate in modo diverso a seconda dei compiti che devono ricoprire. 

Prima di mettere in evidenza le analogie riscontrate si rende necessario fare una richiamo sui principali tipi di cellule che concorrono alla creazione degli organismi viventi.

Le cellule negli organismi viventi.

Le cellule presenti in qualsiasi organismo vivente possono essere distinte nel seguente modo:

bullet

cellule staminali totipotenti: sono in grado di dare vita a tutte le popolazioni cellulari dell’organismo;

bullet

cellule staminali pluripotenti: sono capaci di trasformarsi in cellule di vari tipi di tessuti, ma non più in grado di sviluppare un organismo completo;

bullet

cellule staminali specializzate: sono specializzate a compiere una determinata funzione.

Nella Figura G20 è riportato lo schema che descrive il meccanismo di generazione di cellule all’interno degli organismi viventi a partire da una cellula staminale totipotente.

Figura G20 Meccanismo di generazione delle cellule negli organismi viventi

Dalle cellule staminali totipotenti (capaci di tutto) si passa alle cellule staminali pluripotenti (capaci di molte cose) che si specializzano a compiere determinate funzioni diventando, appunto, cellule staminali specializzate.

Le cellule dell'Organizzazione.

Lo schema può essere diviso in tre parti tante quanti sono gli elementi chiave a partire dai quali sarà “generata” l’intera organizzazione.

Figura G22 Schema di funzionamento

L’organizzazione, come organismo vivente, può essere caratterizzata, come mostrato in Figura G22 , da tre tipi di “cellule”: le knowledge entity, le conceptual entity e le physical entity. Tra le entità riportate nello schema  emergono delle relazioni gerarchiche che permettono di sfruttare i concetti di ereditarietà e le analogie con la genetica tradizionale. 

La struttura gerarchica è riportata nella Figura G23

.

Figura G23 Struttura gerarchica e analogie con la genetica tradizionale

La knowledge entity: rappresenta la cellula staminale totipotente, definita anche “super-oggetto”, ossia la generalizzazione di tutte le entità. 

A partire da questa, opportunamente caratterizzata attraverso l’assegnazione di determinati attributi, si può dare origine a qualsiasi altra entità presente all’interno dell’Organizzazione. 

La knowledge entity contiene le proprietà e le regole che definiscono funzioni e ruoli delle entità figlie delle cellule staminali totipotenti e che sono indicate come conceptual entity.

La conceptual entity  rappresenta il risultato della caratterizzazione della knowledge entity e costituisce la cellula staminale pluripotente, figlia della cellula staminale totipotente. 

L’entità concettuale, che eredita proprietà e regole dalla sua entità madre, è definita all’interno di un certo contesto (il concetto di contesto sarà spiegato più in dettaglio in seguito), il quale individua un’area contenente determinate entità e determinati comportamenti e all’interno del quale sono attivati specifici attributi.

Una volta definita la cellula staminale pluripotente (conceptual entity) si passa alle cellule staminali specializzate. 

Questo tipo di cellule è l’analogo, nel contesto organizzativo, della physical entity che eredita tutte le proprietà della sua entità genitrice, cioè della conceptual entity.

 L’entità fisica (phisical entity) si differenzia dall’entità concettuale solo per i dati che essa contiene. 

Infatti, l’entità fisica non è altro che un’istanziazione, dell’entità concettuale (conceptual entity).

la prima è usata per ottenere valori reali della realtà, la seconda trova applicazione in fase di simulazione per la determinazione dei risultati che l’Organizzazione prevede di realizzare. 

La presenza dell’entità concettuale è giustificata dal fatto che questa può essere utilizzata più volte e in diversi ambiti. 

Se si considera il processo di apertura di un conto corrente allo sportello di una banca, il numero di volte che questo è replicato è pari al numero di clienti che ne fanno richiesta. È, inoltre, possibile che lo stesso processo sia utilizzato in filiali diverse ma appartenenti alla stessa organizzazione. Questo vuol dire che esso sarà caratterizzato da valori reali diversi a seconda dei diversi ambiti di utilizzo.

 In ognuno dei casi l’entità fisica possiederà attributi fisici che le conferiranno la sua vera identità (valori e dati reali) in un determinato ambiente d’uso.

 

 

Home Su Successiva