VIAGGIO NEL DNA DELLE ORGANIZZAZIONI

I Patterns(r)

 

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I patterns sono degli schemi grafici, basati sugli oggetti componenti il linguaggio, attraverso i quali è possibile rappresentare un modello organizzativo per tramite di viste significative e complete all'interno di specifici livelli. Queste possono contenere, all'interno dello specifico livello, degli oggetti che compaiono anche in altri livelli senza che vi sia alcuna ridondanza. 

In concreto, se il linguaggio prevede l'oggetto processo questo può apparire sia in una wbs (work breakdown structure) rappresentativa di tutti gli obiettivi di un'Organizzazione, sia in un obs (organization breakdown structure) contenente le strutture organizzative e le gerarchie che le legano. Nel primo caso trattasi d'una rappresentazione grafica di livello strategico che identifica i processi necessari per il conseguimento d'un determinato obiettivo, nel secondo, di livello operativo operativo, ci si riferisce alle unità organizzative,ed ai processi da queste governati (fig. PT1).

Wbs ed obs sono strutture tipiche del multi-project management ma simili a quelle utilizzate nelle metodologie organizzative e quindi applicabili in ambedue i casi. Organizzazione e project management sono, infatti, problematiche vicine e molti oggetti componenti il linguaggio di base sono comuni.

Definire un linguaggio ed un'ontologia consente d'utilizzare al massimo le entità definite a livello concettuale eliminando ridondanze non solo all'interno d'uno specifico contesto, per esempio organizzativo, ma anche fra contesti diversi (organizzativo, metodologico o di project management).

 

E' però fondamentale che il linguaggio preveda gli oggetti  processo, obs e wbs, altrimenti il linguaggio grafico non potrebbe esprimere tali concetti.

Aver definito il Corporate DNA attraverso i suoi elementi componenti e le relazioni che li legano, siano questi oggetti elementari o più complessi quali strutture o reti in grado a loro volta di poggiarsi su delle vere e propri dashboard grafici (mappe), ed aver formalizzato un'ontologia consente d'ottenere come prodotto la potenzialità per rappresentare patterns significativi, completi e non ridondanti (fig. PT2).

Tale potenzialità rappresentativa deve essere alla base di un editor che deve consentire all'utente finale (analista d'organizzazione) di rappresentare/progettare agevolmente modelli organizzativi complessi.

E' quindi chiaro che il linguaggio grafico sarà tanto più completo quanto più definito sarà il linguaggio base.

Naturalmente non è possibile ipotizzare un linguaggio completo in partenza, per tale motivo, attraverso la definizione di un'ontologia e la sua gestione, è possibile assicurare formalismi e regole semantiche e sintattiche rigorose e nel contempo un livello di parametricità tale da consentire un completamento in itinere dello stesso e la sua naturale evoluzione in funzione delle esigenze degli analisti d'organizzazione.

Per tali motivi mentre l'analista d'organizzazione evolverà verso il corporate genoma engineer ovvero una figura professionale in grado di definire e progettare modelli organizzativi complessi attraverso linguaggi, metodologie e sistemi, occorrerà creare una nuova figura professionale: il corporate dna engineer.

Questo si specializzerà nella definizione e progettazione dei linguaggi, metodologie e sistemi per la modellizzazione dell'organizzazione.

Il Corporate DNA che è stato progettato si basa sull'esperienza maturata da un'equipe di ricercatori che operano dal 1990 nel campo della progettazione di sistemi per la rappresentazione di modelli organizzativi complessi.

Questo è quindi già piuttosto completo nonché esteso a più contesti quali: l'organizzazione, le metodologie, il project management, il controllo di gestione.

Non sarà quindi possibile descrivere nel presente trattato in modo compiuto tutte le potenzialità espresse dal linguaggio ma forniremo degli esemplificazioni sufficienti a far comprendere le potenzialità di un tale approccio.

Saranno quindi affrontati i patterns che consentono di rappresentare le Organizzazioni.

Sarà inoltre accennato al riuso delle stesse rappresentazioni e degli oggetti che le compongono in contesti diversi quali il project management, le metodologie ed il controllo in genere.

E' da evidenziare che l'ontology management può consentire l'applicazione dell'approccio su contesti diversi da quelli previsti per tramite di un'estensione del linguaggio.

Sarebbe auspicabile un'estensione del linguaggio al contesto della rappresentazione e progettazione dei sistemi informativi-informatici in modo da integrare organizzazione, project management, controllo e sistemi informativi in un'unica modalità di rappresentazione accessibile tramite view differenziate in funzione delle necessità dell'utilizzatore.

 

 

 

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